venerdì 26 marzo 2010

Occasioni immobiliari dalla Grecia

La crisi Greca può diventare un'opportunità per qualcuno.
Nelle zone turistiche si è verificata una caduta dei prezzi che ora tocca anche le isole. Nessuno si aspettava infatti che le mete più famose, come mykonos e santorini, fossero esposte alla crisi immobliare.
Ma i numeri parlano chiaro: oggi con 250-300mila euro si può comprare un appartamento di 120 mq con vista mare a mykonos. Due anni fa sarebbe costato 10mila euro al mq.
Sebbene le Cicladi siano le isole più amate dagli stranieri, sono stati i greci ad investire di più negli ultimi anni e per questo i prezzi hanno risentito immediatamente della scomparsa dei compratori tradizionali.
Anche nelle Ionie (zante, corfú, cefalonia), il crollo della domanda da parte dei tradizionali investitori italiani si fa sentire.
I prezzi sono calati in media del 30-40%, con massimi anche del 50%. Comprare casa a Zante oggi costa attorno ai 2.200-2.500 euro al mq.


[ Fonte: articolo visto su Casa24 - Tratto da bollettino Idealista.it ]

venerdì 19 marzo 2010

I migliori posti in cui comprare all'estero?

Nel 2009 gli italiani hanno comprato più case all'estero che mai.
I
l settore della seconda casa sembra infatti essersi spostato dalle tradizionali mete al mare, che soffre da tempo, alle case in altri stati. molti sono spinti all'acquisto dalle prospettive di una pensione da passare all'insegna del sole e del buon clima. non più solo case vacanza, ma case per una nuova vita.
Uno dei paesi più in voga tra i pensionati è il Brasile. ottenere un visto di permanenza non è difficile, una volta che si dimostrano i propri redditi. I pensionati sono benvenuti, ma la crescita economica del paese lascia pensare che il costo della vita si manterrà basso ancora per poco.
Anche l'Egitto fa gola, soprattutto perchè con 70mila euro si può comprare un bilocale e il costo della vita è più basso. Ma attenti anche alle offerte in Europa, soprattutto in Spagna, o negli Stati Uniti, dove i prezzi sono scesi in modo considerevole.
In spagna per esempio si può comprare con sconti dal 20 al 40% per colpa delle contrazioni delle domande provenienti dal Regno Unito. Ma gli sconti non valgono naturalmente per tutte le località e per tutte le fasce di prezzo. E' improbabile per esempio fare l'affare della propria vita a Ibiza, dove i prezzi possono scendere al massimo del 10%. Ma in alcune zone di Marbella si può strappare fino a un 35%.
In questa tabella vi proponiamo un confronto dei prezzi tra le località tradizionali per le seconde case e quelle emergenti. I dati fanno riferimento ai prezzi massimi nella zona più cara di ogni località:

(prezzi in migliaia di euro)


[ Fonte: tratto da Idealista.com - Notizia da Il Sole 24 ore ]

venerdì 12 marzo 2010

Gli investitori immobiliari parlano milanese

È pur vero che l’erba del vicino è sempre più verde, ma quando si leggono i risultati delle classifiche europee l’Italia non fa mai una brutta figura. Anzi, in tempi di crisi è riuscita anche a tirare la volata ad altri Paesi.
È successo grazie a Milano: il capoluogo meneghino è, infatti, entrato nella top 10 delle migliori città del Vecchio Continente per gli investimenti immobiliari.
È quanto emerge dall’ultima indagine sul settore “Emerging Trends in Real Estate Europe 2010” pubblicata dall’Uli (Urban Land Institue), un’organizzazione no-profit del settore, in collaborazione con PricewaterhouseCoopers. Una ricerca che, va detto, comprende le previsioni di più di 600 rappresentanti di settore, compresi i dirigenti di società immobiliari e i creditori.
Sfogliando il rapporto, si scopre che Monaco di Baviera resta il miglior mercato dove investire sul mattone, seguito da Amburgo, Parigi, Londra e Vienna. In queste città, infatti, resta elevatissima la propensione degli investitori per le nuove acquisizioni.
Ma nell’ultimo anno, è risultato conveniente e fruttuoso investire anche in Lombardia che continua, di fatto, a rappresentare una delle Regioni più ricche d’Europa in base al Pil. E così, proprio all’ombra della Madonnina, la solidità dei settori dell’edilizia, dei servizi e del commercio hanno portato a un duraturo clima di fiducia da parte degli investitori.
In particolare, nel 2010 Milano è migliorata nelle prospettive d’investimento, salendo dal 18° posto al 6° posto per valore di asset esistenti ed è risultata al 9° posto per le nuove acquisizioni.
Un bel balzo in avanti con alcune precisazioni. Tra i seicento intervistati - si legge nel rapporto - molti hanno tuttavia messo in discussione l’effettiva stabilità del mercato italiano, che sembra scontare con ritardo le notizie negative e criticato la carenza di immobili di primaria qualità in Italia.
Inoltre Milano paga ancora caro lo scotto della sua strutturazione immobiliare: la città, infatti, offre agli investitori edifici “obsoleti” e condizionati territorialmente, poiché la maggior parte si trova nel centro storico.
Ancor più complesso il giudizio su Roma, il cui mercato immobiliare è fortemente influenzato dal ruolo della pubblica amministrazione, in quanto buona parte degli immobili viene utilizzato da ministeri o altri enti governativi.
Fattori che fanno collocare la Capitale meglio nella classifica dei portafogli esistenti (9° posto) rispetto a quella delle nuove acquisizioni (14° posto). Per quanto riguarda invece le iniziative di sviluppo, la città Eterna si colloca al 15° posto, con un leggero peggioramento rispetto al 2009.
Cosa aspettarsi dal futuro? Il rapporto evidenzia che nel 2010 il settore europeo del Real Estate vedrà qualche miglioramento, a patto che la morsa creditizia delle banche sugli inventori si allenti un po’. Ovviamente la crisi che si è abbattuto sul settore immobiliare ha lasciato strascichi profondi con un evidente clima di insicurezza che caratterizza gli scenari dei prossimi anni.


[ Fonte: Miaeconomia.leonardo.it ]

venerdì 5 marzo 2010

Intervista ad Ernesto Preatoni

L'inventore di Sharm el-Sheikh:

Ernesto Preatoni
(Garbagnate Milanese, 1942) - consulente finanziario dal 1967 e successivamente presidente della relativa associazione italiana di categoria - inizia nel 1973 una serie d'investimenti immobiliari nel Vermont, Stati Uniti. Negli anni '80, in Italia, s'impegna invece in Borsa, nella scalata ad alcune banche popolari lombarde e nella costruzione/vendita d'immobili, mercato questo di cui diviene in seguito un protagonista.
È nell'88 comunque che Preatoni entra col suo gruppo nel business del turismo, abbracciando la novità della "comproprietà alberghiera"; nasce così "Domina", società di multiproprietà che gestisce e commercializza vari alberghi nel nostro Paese, in Kenya e in Egitto. Nel 1995 apre un nuovo fronte imprenditoriale sul Baltico, prima in Estonia e in seguito in Lettonia e Lituania: acquisisce (rispettivamente a Tallinn, Riga e Vilnius) immobili all'ingrosso, per trasformarli in centri commerciali, alberghi, ecc. e venderli poi al dettaglio.
Entra anche nel settore dei sistemi di sicurezza informatici contro gli hackers di Internet, e in quello bancario con la Preatoni Bank (Estonia). Si attiva infine anche in Russia, con interventi immobiliari tra cui il più importante è il "Business Centre" di S. Pietroburgo Dott.

Preatoni, che rapporti ha con i mass-media?
"Convinto che sia sempre meglio rimanere un po' nascosti, quando ho cominciato a farmi notare sulla scena finanziaria nell''87-'88 ho confuso però questa giusta aspirazione alla riservatezza con un'assoluta ritrosia a comunicare con i mass-media: così che, mentre io mi negavo, i giornalisti cercavano comunque di scrivere qualcosa su di me, finendo in pratica per nuocere alla mia causa. Ho cercato poi di correggere questa rotta ma purtroppo, una volta creata una nomea, non è certo facile cambiarla. Quando invece intorno al '95 - deciso a non intraprendere più nuove attività in Italia - sono andato ad investire in Estonia, Lettonia, Lituania e Russia, tra le altre cose ho imparato a curare di più la mia immagine rendendomi a tal fine più disponibile; così che finalmente la stampa - conoscendo meglio ciò di cui mi stavo occupando - non ha avuto più bisogno di pensare il peggio per fare notizia".


[ intervista tratta dal sito www.stile.it e scritta da Domenico Ienna ]