martedì 16 giugno 2009

I luoghi di un imprenditore

( tratto da un'intervista del 2001 - Com'era la situazione in quegli anni? )

"Due sono i paesi davvero invidiabili da questo punto di vista, gli Stati uniti e l'Inghilterra. In essi il controllo sul lavoro dell'imprenditore è reso più facile dalla grande forza posseduta dall'opinione pubblica"

Qual è la situazione dell’imprenditoria in Italia?
"E’ giusto che ‘bestie’ imprenditoriali come me vadano regolamentate - un’anarchia in questo campo favorisce infatti tra i concorrenti quelli più capaci d’agire senza freni, creando specificatamente nell’ambito dei complessi residenziali e alberghieri gravi problemi a livello ecologico-ambientale – ma occorre stabilire ovviamente in che misura debba procedere il controllo. In proposito, in Italia, veniamo da un periodo in cui c'è stata un’eccessiva voglia di controllare gli imprenditori affidando questo compito ai burocrati. Ma i risultati, a mio avviso, non sono stati certo positivi: e questa è un’opinione del tutto apolitica, soltanto da imprenditore.

Due sono i paesi davvero invidiabili da questo punto di vista, gli Stati uniti e l'Inghilterra.
In essi tale controllo è reso più facile dalla grande forza posseduta dall'opinione pubblica che - anche se con qualche inevitabile aspetto negativo - non perdona nulla ai detentori del potere. Ciò dimostra a mio avviso che è la maturità dell'opinione pubblica e non la legge a poter gestire adeguatamente questo tipo di controllo"

Entrando nella mentalità della "bestia" imprenditoriale, come dice lei, negli affari si procede sempre solo per un tornaconto economico?
"Commetterebbe un errore chi pensasse che l'imprenditore di successo, tranne forse qualche caso eccezionale, sia una persona che è mossa solo dalla necessità del guadagno: io ad esempio potevo ritirarmi tanti anni fa e starmene a pancia all'aria, ma ho continuato per sfida, per fare cose che altri non avevano fatto, per dare alla mia vita degli obiettivi. Il guadagno è il riscontro finale, la riprova che si è visto giusto ad investire in quel progetto. Il profitto dunque ci vuole ma non può essere l’unica motivazione. Occorre poi anche molto coraggio per investire su situazioni ancora di là da venire, che si spera però possano in qualche modo avverarsi. Un imprenditore deve avere dunque anche questa capacità, anticipare opportunamente il futuro"

Che idea ha del viaggio, lei che fa viaggiare la gente?
"Pur non facendo mai vacanze senza far nulla - perché mi sembrerebbe di perdere tempo tralasciando del tutto i miei obiettivi - certo non sono una specie di robot perché posso rilassarmi tutti i giorni chiamando o vedendo i miei figli, praticando uno sport, leggendo, ecc.

Viaggio molto ma quasi esclusivamente dove ho casa - ne posseggo 5 dove conduco i miei affari più importanti (S. Pietroburgo, Tallinn, Riga, Milano, Sharm) oltre a una tenuta sul lago di Como – mantenendo così la mia vita privata e i miei conforts (letto grande, duro e silenzioso, temperatura giusta…) senza dover rifare continuamente la valigia. Ci tengo però a consumare ovunque il cibo (yogurt, farina per la pasta, salumi, formaggio, verdura, uova) prodotto nelle mie terre sul lago, un bel posto che ospita pure cervi, caprioli e daini e ovviamente è il mio preferito, anche se non posso rimanervi a lungo dovendo seguire i miei interessi nel mondo. Investendo comunque il 3% del mio denaro in case, non avverto il bisogno di recarmi in posti diversi da dove queste sono ubicate, e mi salvo pure dalla globalizzazione, situazione alla quale sono favorevole ma con una certa moderazione, perché avverto i pericoli che vi si possono nascondere".

[ fonte:
http://turismo.stile.it ]

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