lunedì 16 gennaio 2012

Ernesto Preatoni ad Affaritaliani.it: "Per ridurre il debito c'è una sola soluzione: alzare l'inflazione al 10%"

L'impreditore Ernesto Preatoni analizza la crisi e fornisci chiavi di lettura importanti.....quelle che sembravano solo teorie oggi si stanno concretizzando sempre di più.....guardate cosa affermava ad Aprile del 2011 !!!
articolo di Fabio Massa - Affari Italiani
La stretta di mano decisa, le idee chiare (e spesso controcorrente), l'eloquio vivo, che cerca il contatto con l'interlocutore. Ernesto Preatoni, l'uomo che sfidò Cuccia, che tentò la scalata alle Generali rastrellando azioni per oltre 1400 miliardi di lire, accoglie Affaritaliani.it nella sua elegante casa al centro di Milano. In un angolo, un pianoforte a muro di legno chiaro. Cornici con volti di bimbi, i tratti somatici di papà Ernesto, un mobile antico.
Il tratto distintivo della dimora di Preatoni sotto la Madonnina sembra essere la sobrietà. Ma le idee, quelle sono vulcaniche, così come i giudizi. Incalzato da Affari il finanziere parla di tutto: dal Governo al cambio al vertice delle Generali, dal mercato (sempre più depresso per proteggere i potenti) all'Egitto (lui è stato definito "l'inventore di Sharm"), da Ligresti alle nuove opere che stanno cambiando il volto di Milano. Ma il punto di partenza, l'esordio, è molto lontano dalla Lombardia: "Abbiamo costruito un giocattolo troppo complesso. Assolutamente troppo complesso. E poi questo mondo è talmente interconnesso che quando succede qualcosa in una parte del mondo i riverberi sono ovunque. Per questo investo in Russia: è un gigante che esporta materie prime, che quindi non hanno bisogno di trasformazione, ed è scarsamente connesso con il resto del mondo. Ho già otto iniziative immobiliari, e non mi fermo".
Dottor Preatoni, c'è appena stato un cambio al vertice delle Generali. Impossibile non farle una domanda, proprio a lei che tentò di scalare la compagnia nei primi anni Novanta...
Su Geronzi e Galateri non sono in grado di esprimere nessun giudizio perché non ho il tempo di seguire queste cose. E devo dire che non faccio operazioni in titoli azionari dal 1995, da quando misi insieme un pacco di Generali...
Lei, ricordando la sua scalata alle Generali, disse che "si illudeva che il mercato in Italia" prevalesse sul "sistema". Questo, almeno, prima di provare l'assalto al Leone di Trieste. Poi cambiò idea. Secondo lei il mercato in questi anni si è rafforzato oppure prevale ancora il "sistema"?
Non ho incertezza nella risposta: il mercato è ancora più debole di allora. Basta pensare a tutte le leggi che hanno tirato fuori per evitare che rompessero le scatole ai manovratori.
Per esempio?
L'Opa obbligatoria al 30 per cento, che addirittura adesso, per contrastare Lactalis, vorrebbero far scendere ulteriormente. Parmalat e Alitalia sono vicende emblematiche. Poi c'è la questione del "concerto", che è un assurdo. E' un reato facilissimo da contestare, ma che poi è difficilissimo da confermare con una condanna. Però intanto l'effetto sull'assemblea è immediato. Tutto è stato fatto per difendere il sistema, per consolidare ulteriormente il potere di quelli che sono al comando.
Cambiamo argomento. Lei è stato l'inventore di Sharm-el sheik. Mubarak ha avuto un infarto, i suoi figli sono in carcere, il Paese è in una situazione molto difficile.
Io penso che l'Egitto sia il paese che meglio ha reagito alle rivoluzioni in Medio Oriente. E questo perché è di gran lunga il più maturo. La realtà è che questa gente va verso la democrazia, anche se con alcune esagerazioni. E' un paese sul quale fare affidamento in futuro, sicuramente. Certo, se i media esagerano tutto...
Beh, c'è stata una rivoluzione.
Ho capito, ma che cosa c'entra con l'economia il fatto che abbiano messo in prigione i figli di Mubarak?
Come vanno i suoi affari in Egitto?
Alla grande. Sharm ha ripreso fiato. Saremo pieni a Pasqua, ormai non c'è più timore, anche se devo dire che manca un po' il mercato italiano che ha un po' di paure immotivate.
Immotivate?
Quando sento parlare della paura della no-fly zone mi viene da ridere. E' in Libia, Sharm sta a tremila chilometri. Ma di che cosa stiamo parlando?
Lei investe, a livello immobiliare, in Russia, in Estonia, in Siberia, a Sharm. Che cosa ne pensa dello sviluppo immobiliare di Milano?
L'immobiliare in Italia è morto, per adesso. Se ci sarà una grande inflazione, come io prospetto e auspico, potrà avere una chance, altrimenti è defunto.
Non investirebbe su Milano, quindi.
Dico che non farei un'iniziativa immobiliare in Italia neppure se mi pagassero. Anzi, mi passa la voglia pure di investire in Europa. Il debito pubblico in Estonia è del tre per cento. In Russia è al 7 per cento. In Italia siamo al 119 per cento, e la tanto decantata Germania sta al 94 per cento. Non mi vengano a raccontare fole...
A proposito di mattone e di difficoltà. Lei conosce bene Ligresti, che ultimamente non se la passa bene.
E' un settore che in questo momento è geograficamente sbagliato. Guardi, le racconto una cosa. Qualche tempo fa incontro Salvatore e gli dico: "Vieni con me a investire all'estero". E lui mi fa: "Ho già fatto un salto da pazzi a Milano, non me la sento di fare un azzardo nei baltici". Beh, oggi posso dire che quello è stato il suo errore. Avrebbe dovuto prendere in considerazione di ridurre i suoi interessi qui. Lui invece li ha aumentati e questi sono i risultati. Sono passato davanti ai suoi cantieri, ho visto quello che sta costruendo e mi sono venuti i brividi. Perché è vero che le banche ti aiutano, ma prima o poi le banche bisogna ripagarle. Se i prezzi non salgono, e secondo me a breve i valori immobiliari non risaliranno, non riesco a capire qual è il senso di opere così imponenti. Forse il senso è politico, più che economico.
Recentemente Tremonti ha presentato il Documento di Economia e Finanza. L'ha letto? Che cosa ne pensa?
Penso che non vorrei essere nei panni di chi deve far tornare i conti in un paese come l'Italia. Gli faccio i miei auguri, ma è molto difficile.
Come è stata la gestione della crisi da parte del Governo?
Chiunque avesse gestito questa crisi avrebbe avuto gli stessi tipi di problemi. Non voglio esprimere un giudizio politico. Non li invidio.
Senta, è vero che la crisi è finita?
Ma che cosa dice? Gli effetti pesanti di questa crisi non li abbiamo ancora visti fino in fondo. Siamo riusciti a galleggiare, questo sì. Ma supponga che fallisca uno Stato: sarebbe il disastro.
Un altro italiano che è andato all'estero, come lei, è Marchionne. Le piace?
Mi sembra bravissimo, anche se non conosco bene il mercato dell'automobile. I risultati gli danno ragione, però.
Secondo le ultime statistiche, i compensi dei manager sono saliti, in un anno di crisi, del 17 per cento. Non le sembra immorale?
I compensi dei manager, o degli imprenditori, sono in diretta proporzione al fatto che in questo mondo sempre più gente vuol pensare e preoccuparsi sempre di meno, e i pochi che invece vogliono pensare e preoccuparsi guadagneranno sempre di più.
Sta dicendo che in Italia ci sono pochi manager e imprenditori?
Certo, la gran parte delle persone non ha voglia di far fatica. Per questo motivo quelli che ce l'hanno vengono pagate sempre meglio. E' una legge di mercato. Ok i manager, ma in Italia ci vorrebbero più imprenditori che si occupano dell'azienda in prima persona.
Torniamo all'estero, dopo Fukushima che cosa ne pensa del nucleare?
Io dico che si può anche rinunciare al nucleare, ma non riesco a immaginarmi una riduzione delle nostre spese, dei nostri consumi e della qualità della nostra vita. Ma visto che non c'è nessuno disposto a questo, l'unica opzione è e rimane il nucleare.
Fonte: Affaritaliani.it

martedì 10 gennaio 2012

Domina Coral bay - The Social Village

E' partito a Sharm El Sheikh: The Social Village

Venendo al Coral Bay scoprirai un villaggio senza confini fisici. I nostri molteplici punti di accesso WiFi ti consentiranno durante la vacanza non solo di accedere gratutitamente ad Internet ma anche di partecipare alle svariate attività e concorsi del villaggio che sono giornalmente incentrati sui social network.
E se non hai un computer o uno smartphone con te non c'è problema, nel villaggio troverai diversi punti totem informativi che potrai utilizzare anche per accedere direttamente alla tua pagina Facebook. Vivi il villaggio in tempo reale condividendo i tuoi momenti felici con le migliaia di fan del Coral Bay!

Perchè "Social Village"?
Il Domina Coral Bay è il primo Social Village al mondo perche' la vacanza al Domina Coral Bay non corrisponde solo ed esclusivamente al momento del viaggio.
Lasciati coinvolgere dalla frenetica attività della nostra fanpage di Facebook che è usata da migliaia di persone per condividere giornalmente la loro vacanza con gli altri ma anche per organizzare gli incontri, per continuare a respirare l'aria del Coral Bay anche a vacanza finita, per pianificare con gli amici la prossima e da oggi, per partecipare a tutti i nostri concorsi che mettono in palio magnifici premi, tra i quali parecchie vacanze-premio.
Entra a anche tu a far parte del gruppo di amici del Coral Bay, ritrova gli amici della tua vacanza oppure trovane di nuovi tra decine di nazionalità diverse!

giovedì 16 giugno 2011

Investire in Brasile: é veramente un Paradiso?


Il Brasile è una delle maggiori economie del mondo, e la maggiore dell'America Latina. Dopo il Brasile, nel continente latino-americano vi è quella del Messico seguito dall'Argentina e, al quarto posto, dalla sola città di São Paulo. Il paese gode attualmente di stabilità politica e di un regime democratico che offrono sicurezza per gli investitori. Il paese conta 190 milioni di abitanti di cui solo 7,4 per cento ha piú di sessantacinque anni anni, il che implica un numero ingente di potenziali consumatori. Quinto paese del mondo per estensione, 8.547.403 kmq (28 volte l'Italia 301.318 kmq e due volte e mezzo l'Unione Europea), dal clima temperato che contribuisce alla ricchezza della bio-diversità.
La forte crescita del Brasile si è concretizzata negli ultimi mesi, grazie a un contesto internazionale favorevole caratterizzato da elevate quotazioni dei prezzi dei prodotti agricoli di base e dalla crescente domanda di acciaio di cui il paese è forte esportatore. Nella composizione merceologica dei beni destinati ai mercati esteri, le commodity continuano ad avere un peso importante (in netto aumento i minerali di ferro, lo zucchero e il caffè, le granaglie), ma nell'ultimo anno si è registrato un sensibile aumento della vendita di manufatti che rappresentano la prima voce dell'export brasiliano. Anche la domanda interna è cresciuta grazie alla diminuzione del tasso di sconto. Alla crescita degli ultimi mesi e al ravvivarsi della domanda interna, il governo, per evitare sul nascere il rischio del sorgere dell'inflazione, ha ripetutamente aumentato il tasso ufficiale di sconto, Che continua ad essere alto, suscitando le critiche del mondo imprenditoriale. Il 2010 ha confermato la positiva crescita dell’economia brasiliana, gia’ rilevata nel corso degli anni precedenti (+7,5%). Tale crescita – che é avvenuta in un contesto caratterizzato da una politica di rigoroso controllo della spesa pubblica e dalla lotta ad ogni eventuale focolaio di inflazione – ha segnato il definitivo superamento della crisi economica internazionale. Il governo Lula a tale proposito ha scelto di utilizzare continui e ripetuti aumenti del tasso di sconto che in successivi rialzi è stato portato dall’8,75 % del luglio 2009 al 12% dell’aprile 2011. Il saldo della bilancia commerciale brasiliana è estremamente positiva (+ 20,2 miliardi di dollari) con esportazioni per oltre 201 miliardi di dollari e importazioni per circa 181 miliardi. L’ effetto complessivo di tali manovre, il buon momento economico e i commenti positivi degli organismi internazionali hanno favorito un significativo rafforzamento del Real su dollaro ed euro, quotati rispettivamente a 1,61 e a 2,32. Il citato apprezzamento della valuta nazionale e la politica di alti tassi d’interesse hanno fortemente preoccupato gli ambienti imprenditoriali e, a livello di governo lo stesso Ministro dell’Industria ha espresso riserve e preoccupazione. È possibile che gli effetti di un Real valorizzato sull’economia brasiliana si facciano sentire nel primo semestre di quest’anno con un rallentamento della crescita, ma il quadro economico generale rimane tuttavia positivo anche se come abbiamo detto, principalmente dovuto a fattori esterni.
La politica paternalista e assistenzialista del governo Lula che assiste quasi cinquanta milioni di brasiliani con il “programma salario famiglia”  ha un effetto positivo sui consumi ma un effetto negativo sulla crescita. In pratica é come se ben oltre l’intera popolazione dell’Argentina vivesse di assistenzialismo. Ovviamente questa politica é stata premiata dalle classi meno abbienti con la rielezione di Luiz Inácio da Silva e con la vittoria di Dilma Rousseff.  
Un mercato che, nel giro di qualche anno, varrà quanto quello di Cina e Russia, inoltre ha un solido legame con il nostro Paese.
Le valutazioni di rischio delle principali agenzie di rating sono le seguenti:
Moody’s: /Baa3/outlook positivo
- Standard & Poors: BBB-/outlook stabile
- Fitch-IBCA: BBB/outlook stabile
- La SACE colloca il Brasile nella Categoria OCSE n. 3. Condizioni di assicurabilità senza alcuna restrizione.
La crescita del PIL secondo le stime effettuate su base annua dovrebbe aggirarsi intorno al 4%, in diminuzione rispetto al precedente anno anche per il forte aumento del tasso di sconto, tra i più alti del mondo.
Nel 2011 vi sará un’ulteriore crescita dell’export, in linea con la forte ripresa della domanda mondiale, specie per quanto riguarda le commodity.
Secondo le previsioni di esperti la crescita economica, nel 2011 e 2012, dovrebbe stabilizzarsi rispettivamente al 4,21% e 4,25%: non come conseguenza del calo dei tassi d’interesse, che dovrebbero rimanere stabili, quanto sulla scia del boom dell’export.
Le PMI invece hanno subito effetti negativi dovuti al mercato non regolamentato ma specie a causa dell’alto costo burocratico (permessi, licenze, piccole tasse che per pagarle hanno un costo lavoro maggiore della stessa tassa, ecc.) che porta al fallimento di circa il 50% delle PMI durante il primo anno di vita.
Maggiori informazioni sugli Indicatori sull' economia brasiliana possono essere trovati sul sito della Banca Centrale del Brasile www.bcb.gov.br disponibile nelle versioni inglese e portoghese. Questo sito contiene, fra le altre, informazioni sulla legislazione brasiliana, informazioni macroeconomiche e i dati statistici sul sito dell’ Istituto Nazionale di Geografia e Statistica www.ibge.gov.br disponibile nelle versioni portoghese, inglese e spagnola.
brasil_italia“Identikit” degli italiani che si trasferiscono in  Brasile
Quella brasiliana la quinta comunità di italiani residenti all’estero, preceduta da Germania, Argentina, Francia e Svizzera. La comunità italiana in Brasile è composta da 292mila italiani iscritti alle Anagrafi consolari e 273mila iscritti all’AIRE, ma si stima che i cittadini brasiliani di origine italiana siano circa otto milioni.
I settori più coperti dalle PMI “italiane” sono: “abbigliamento” (751 imprese), “mobilio e legno” (682 imprese), “prodotti alimentari” (517 imprese), “metallurgia” (404 imprese). “edilizia” (333 imprese), “macchine non elettriche” (323 imprese). In questo contesto le prospettive di una cooperazione con l’Italia sono reali. 84 progetti finanziati dai Ministeri degli esteri e del lavoro Sono 84 i progetti a favore degli italiani residenti in Brasile finanziati tra il 1998 e il 2002 dal Ministero del Lavoro e dal Ministero degli Affari Esteri. La maggior parte di essi ha riguardato i settori del Turismo, Impresa e Commercio.
Le circoscrizioni consolari più coinvolte sono state San Paolo (26 progetti), Rio de
Janeiro (18), Curitiba (9) e Belo Horizonte (5).
Ad esempio «Il Gruppo Fiat è arrivato in Brasile 50 anni fa con una piccola azienda
d'importazione di macchine agricole. Oggi, le 23 imprese del gruppo costituiscono
uno dei più grandi conglomerati industriali del Paese. È il primo mercato per la Fiat, precedendo anche il mercato italiano, e la principale destinazione degli investimenti del gruppo fuori dall'Europa.
Questo é l’identikit  delle imprese che investono in Brasile. Per questi c’é l’aiuto del Governo italiano, dell’Ambasciata, dei Consolati e dei politici. L’elezione ad esempio del Senatore Edoardo Pollastri e avvenuta grazie a questa comunitá industriale e agli  italiani nati in Brasile.
Ben differente é invece la situazione dei piccoli imprenditori che stanchi dello stress e del tran tran quotidiano hanno deciso di cambiar vita e sono venuti in Brasile alla ricerca di pace e tranquillitá, investendo i loro risparmi o magari vendendo la casa che gli hanno lasciato i nonni in ereditá. Questi sono sparpagliati sulla costa, da Rio de Janeiro a Sao Luis, con maggiori concentrazioni nell’area di Salvador di Bahia, Natal e Fortaleza. La maggioranza di questi “nuovi ëmigranti” hanno investito in piccoli immobili, turismo e ristorazione. Sono proprietari di bar, agenzie di turismo, piccoli hotel, ristoranti, appartamenti per affitto turistico, internet caffé, ecc. Loro sono completamente abbandonati dalle autoritá italiane. I consolati li evitano e non li assistono e quando diventano vittime di taglieggi o fatti di cronaca. In questi casi i nostri rappresentanti si limitano a dire: “si rivolga ad un avvocato” e al massimo forniscono il numero dell’avvocato di fiducia che in genere é un parente di qualcuno che lavora nel Consolato. Ancora peggio quando i consoli onorari quasi non parlano l’italiano. Molti espatriati sono vittime della burocrazia, di professionisti senza scrupolo, di estorsioni (ma non della malavita per intenderci) e di un’economia che spesso é difficile da comprendere. Ma chi sono e quanti sono questi ragazzi che cercano una nuova vita all’estero? E sono poi tutti “ragazzi”?  L’ identikit é: tra i 20 ed i 45 anni; con patrimonio tra i 50 e i 200 mila euro; l’88% di sesso maschile; il 66% sono laureati; il 27% sono figli di industriali o commercianti. Solo il 4% é sposato con figl”.  La maggior parte di loro cercano un’attività davanti o sulla spiaggia, dove far soldi ed eliminare lo stress. In fondo, desiderano piú fare una scelta di vita, piuttosto che dare una svolta economica alla vita. Bisogna peró tener conto che questo tipo di attività sono stagionali e non sempre danno il ritorno desiderato. Una piccola attività spesso produce entrate appena sufficienti a sopravvivere. In molti casi é meglio un business non stagionale che lasci il tempo necessario per andare al mare a rilassarsi quando se ne sente il bisogno.
A livello europeo le statistiche segnalano peró l’amore, non il lavoro, in testa ai motivi d’ espatrio. Secondo un recente studio ci si sposterebbe dal proprio paese d’ origine per stabilirsi all’ estero, in primo luogo, per raggiungere l’anima gemella. Le opportunità professionali sono menzionate solo dal 25% del campione, mentre le decisioni legate a storie d’amore primeggiano con un 30%, secondo quanto hanno dichiarato gli emigranti intervistati.
Ottenere  un visto di residenza: le difficoltà  
Questo é il tema più scottante per chi vuole investire o semplicemente risiedere in Brasile. Il fatto di avere proprietà o quote di società brasiliane non da diritto alla residenza. Non é permesso permanere come turista più di 180 giorni durante 12 mesi a partire dalla prima entrata. Ultimamente, e in modo totalmente arbitrario, negli aereoporti di Fortaleza e Natal stanno rilasciando permessi d’entrata di soli 30 giorni (dicono per limitare il turismo sessuale), questo puó essere contestato (perché arbitrario) nello stesso aereoporto o in caso quando si richiede una prorroga. Per specifici accordi tra Italia e Brasile abbiamo diritto a permanere 3 mesi + 3, sempre che si possa dimostrare di avere i soldi sufficenti per mantenersi.
Alcuni trucchetti per rimanere oltre i sei mesi, tipo cambiare di passaporto, funzionano se si entra da frontiere terrestri, ma possono creare problemi se in un futuro si vuole richiedere la residenza. Inoltre bisogna analizzare bene il fattore residenza a livello fiscale, in quanto in teoria si é tassati anche su guadagni provenienti dall´estero, a meno che non abbiate modo di applicare i trattati sulla doppia imposizione.
La legislazione in materia di rilascio visti per investitori stranieri in Brasile è stata recentemente modificata con l’introduzione della risoluzione n. 84 del 2009, per la quale è sufficiente un investimento iniziale di 150mila real, per la costituzione di una nuova azienda o capitalizzazione di una già esistente. La complessa normativa tra l’altro richiede, come conditio sine qua non, la presentazione del cosiddetto piano d’impresa. Bisogna tener conto che per investimento si intende um’attività produttiva quindi non l’acquisto di una casa o di un’auto. Se queste però sono parte del capitale di una società vengono riconosciute come investimento. Quindi attenzione: la casa che comprate a nome vostro non viene considerato investimento estero, mentre se la acquistate a nome della società si.
In genere é più celere richiedere i visti in Italia e spostarsi in Brasile dopo averlo ottenuto, o richiederlo, andare in Brasile come turista e ritornare quando il visto é stato rilasciato. Perché avviene questo: i consolati incamminano direttamente la paratica la Ministero competenete che di norma in 30 – 90 emette la risoluzione. Quando invece il visto viene richiesto in Brasile, in genere vanno incamminati direttamente o in seconda instanza attraverso al Polizia Federale e qui inizia l’incubo. .Per fare un esempio concreto, io sonono entrato con un visto da giornalista valido un anno, poi mi sono sposato ed ho richiesto il visto permanente. Sono qui da 4 anni ed ancora non mi é stato concesso il visto. Questo é normale in Brasile. Ovviamente “spingendo” si possono accorciare i tempi, ma ovviamente questo ha un costo. Io ad esempio non ho un interesse specifico ad avere la residenza definitiva, ma questo significa anche che non posso essere amministratore di una societá, non posso avere la patente brasiliana (per cui in teoria dopo 6 mesi é come guidare senza patente), ho difficoltá ad aprire conti bancari, ecc.

Quali le  opportunità di business per le Pmi
Il settore del turismo un grande potenziale, nonostante le infrastrutture necessitino di maggiori investimenti per cui il rientro degli capitali applicati, spesso, é a lungo termine. Altri settori importanti sono: agro-industria elettronica, abbigliamento e calzature; carta e cellulosa; informatica; macchine utensili. Tuttavia, il Brasile necessita di sviluppare ulteriormente nuove tecnologie, come per esempio le tecnologie per macchine tessili, per macchine per la lavorazione del legno, della seta, dei marmi e graniti. Il paese ha anche una grande necessità di acquisire tecnologia nel campo del design.
Gli immobili sono un’altro settore d’investimento importante. Se si vuole usare l´investimento in una proprietà tipo albergo, ristorante, ciber caffè, ecc. per avvalersi del visto di residenza in qualità di investitore (minimo 50 mila dollari USA
o attività che offra almeno 10 posti di lavoro a brasiliani) é necessario fare l´acquisto della proprietà a nome di una società (individuale, limitada o anonima). Se invece si desidera investire in proprietà, senza legare l´investimento ad una permanenza nel paese, si puó investire a nome di persona o costituire una società in Brasile o ancora meglio attraverso una socirtà estera. Se poi si vuole proteggere i vostri beni e se la proprietà ha un certo valore, potete investire a nome di una società offshore

brasileAvviare  un’impresa in Brasile: troppa burocrazia?  
Si, definitivamente. Il 50% delle PMI non sopravvivono al primo anno. bisogna adempiere 55 obblighi per entrare in funzione, 41 per funzionare normalmente e 11 per chiudere. Come fanno i brasiliani? Molto danno "um jetinho", tradotto é una soluzione alla napoletana (senza offesa per i napoletani che in questo sono bravissimi) e lavorano senza permessi e licenze. Quindi prima di buttarsi sull´apertura del ristorantino, ciber caffé, ecc. informatevi bene con un commercialista su quali sono le migliori opzioni perché i brasiliani non sempre li controllano ma voi lo sarete. C´é da dire che il Governo é cosciente di tutto questo e sono in parlamento varie riforme. La ditta Individuale é molto pericolosa perché il patrimonio personale risponde per eventuali debiti dell´attività, cosa che non succede nella limitata dove la responsabilità di ogni socio é appunto limitata alla sua quota azionaria. Attenzione quando si costituisce una società al contratto sociale che in genere tende a favorire il socio brasiliano. La persona fisica o giuridica straniera che voglia investire imprenditorialmente in Brasile, o costituirà una nuova società nel Paese, o parteciperà a una società già costituita o può aprire una succursale dell’impresa estera. I dividendi pagati alle persone giuridiche e fisiche con sede all’estero, a seguito di investimenti registrati presso il Banco Central do Brasil, erano soggetti all’aliquota del 15%.Oggi, i dividendi non sono più assoggettabili a imposta, a partire da quelli generati da gennaio 1996.
Esistono  vantaggi fiscali o altri incentivi per gli stranieri che avviano nuove  imprese?  
In genere no. In alcuni stati é possibile ottenere esenzioni delle tasse comunali e statali per attivitá che producano lavoro per la popolazione locale. Nella Zona Franca di Manaus vengono date alcune esenzioni fiscali statali, comunali e federali alle industrie ed esclusivamente a queste. Raramente le PMI possono avvalersi di questi incentivi fiscali.  Per le PMI esistono peró dei sistemi semplificati di contabilitá e di tassazione.
I pro e i  contro della vita e del fare impresa in Brasile  
Questi ovviamente sono soggettivi. In genere in Brasile si ricerca un tipo di vita che é difficile permettersi in Italia. Nella mia opinione i vantaggi si stanno riducendo a favore degli svantaggi, comparando con altri paesi in via di sviluppo come Thailandia, Filippine, ecc. Ovviamente ci sará sempre una certa preferenza verso il Brasile per via delle affinitá culturali e linguistiche. Il problema per le piccole imprese é che i guadagni sono limitati e il rischio per l’investitore straniero e quello che io chiamo della “barbonizzazione”, ovvero di trasformarsi in quasi indigenti, non avendo piú i soldi per poter viaggiare e comprarsi “certi lussi” quali il cibo italiano, una macchina, ecc. Per questo il mio consiglio é di non investire mai, e poi mai, oltre il 50% del proprio capitale.

I “falsi  miti” del Brasile
In Brasile tutto era facile. Oggi tutto é complicato. É lo scotto che si paga quando un paese cerca di eliminare la corruzione senza prima aver deburocratizzato l’apparato statale. Se pensate che qui non si pagano le tasse é un grande errore. Il fisco é ben organizzato anche se non riesce a controllare tutte le attivitá. Ovviamente se devono scegliere di controllare un brasiliano o uno straniero, pensate un po chi controlleranno? Poi ad esempio, se non fate nessuna dichiarazione dei redditi, neanche quella di esente, vi bloccano il CPF (codice fiscale) e fino a quando non lo regolarizzate non potete acquistare o vendere immobili e movimentare conti bancari. La violenza é in aumento ma non é a livelli critici.  Ciò che invece non é un mito ultimamente é la caccia alle streghe verso un certo tipo di stranieri che però sta facendo vittime anche tra le persone che vivono e lavorano dignitosamente in Brasile. Sempre di più ci sono persone che finiscono sul giornale come mostri e che probabilmente non lo meritano. Ultimamente anche i giornali italiani hanno fatto eco alle notizie che arrivano dal Brasile e ormai chi viene in questo paese viene tacciato di turista sessuale o pedofilo. Qui però ci sono anche tanti italiani che lavorano, che hanno famiglia e che sanno come stanno le cose veramente. Il Brasile non é solo quello dei bar a luci rosse, che in fondo gli stessi brasiliani ci hanno fatto sognare quando nei cartelloni di propaganda turistica appariva in primo piano il fondo schiena di una brasiliana nella spiaggia di Copacabana.
Il costo  della vita locale  
É il 45% meno caro che in Italia se si tiene conto un tipo di vita all’europea. Negli ultimi 3 anni i prezzi sono aumentati del 60%, 30% dovuto all’inflazione e 30% alla rivalorizzazione del reale sul dollaro e euro. In fondo non é piú conveniente come prima, ma si riesce ancora a vivere bene con mille euro al mese (tenete presente che lo stipendio minimo é di 234 euro al mese).
I  maggiori ostacoli incontrati dagli italiani che si trasferiscono in Brasile  per affari.
Per prima cosa la burocrazia, poi la difficoltá a reperire informazioni serie e professionisti e lavoratori qualificati, i costi di avviamento molto cari (certo non comparabili a quelli europei). Poi c’é la parte la parte di visti e residenza che a volte diventa un vero e proprio incubo. Le lungaggini fanno vivere in uno stato di insicurezza nel quale é difficile investire. Ovviamente, a parte la burocrazia che é dilagante, non si puó generalizzare rispetto agli altri inconvenienti. Esistono differenze sostanziali tra le grandi cittá e il sud, e il nord est e l’interno del paese. Purtroppo le aree piú belle del paese e di maggiore interesse per i piccoli investitori sono le piú disagiate, direi disastrate. Peró in fondo non é differente dalla realtá italiana, specie nel passato.

Fonte: investirenelmondo.com

lunedì 23 maggio 2011

Case da sogno: l'attico è puro lusso se è sulla Senna di fronte alla Tour Eiffel

Ecco sottoposta alla vostra attenzione una vera  casa da sogno. Questa volta siamo andati a Parigi, dove si trova questo attico di lusso nel cuore della capitale francese, con affaccio sulla senna di fronte alla Tour Eiffel. L'attico è composto da otto stanze da letto, 10 bagni, un ascensore privato e accesso esclusivo alla terrazza, dove tra sauna, spa e palestra personale, si puó godere di una delle migliori viste su Parigi.
Il marmo è la nota predominante dell'arredamento, così come gli spazi aperti e la luce bianca.  La casa dispone di un'ampia cucina, un'enorme sala da pranzo, una stanza per il personale di servizio e una sala di sicurezza. Al primo piano c'è solo l'entrata per il personale e al piano terra ci trovano 3 cantine con porte blindate e due garage per le auto. questo attico di lusso si vende per 45 milioni di euro e della vendita se ne occupa la compagnia immobiliare hurwitz james company. 
Avete clienti interessati ??


Fonte: idealista.it

lunedì 16 maggio 2011

Social Media Marketing e settore immobiliare: Strumenti Per Aumentare Le Vendite

Molte imprese oggi utilizzano i social network per aumentare i visitatori delle proprie pagine web e indirizzarli all'acquisto di prodotti e servizi. Appunto perche' l'obiettivo primario delle ricerche di mercato, nel settore vendite, e' indiscutibilmente l'ottenimento di valore, dotarsi di strategie basate sui social media e' oggi una mossa ingegnosa per il marketing, sia per promozione del brand che per le vendite. I tre canali piu' noti sono di certo Facebook, Youtube e Twitter.

Questo stile di comunicazione oggi molto diffuso si può adattare  bene anche nell'ambito del settore immobiliare.

Facebook, grazie alle sue funzionalita', si presta in maniera eccellente al social media marketing. Una volta che si raggiunge un buon numero di fans, e' possibile utilizzare questo strumento per porre domande, chiedere pareri, proporre nuove idee, avere feedback sulla propria offerta e valutare eventuali miglioramenti.

Inoltre, e' possibile condividere schede per lanciare i prodotti sul mercato: i fan della pagina daranno riscontri immediati e di facile lettura, da analizzare per aggiustare il tiro, e saranno indirizzati in maniera immediata all'acquisto.

Immaginiamo quali opportunità si aprono rispetto alo stile tradizionale ed un pò obseleto utilizzato fino ad oggi dalle agenzie immobiliari e dalle società mandanti.

Anche YouTube oggi e' divenuto un mezzo di social media marketing di successo anche per le piccole e medie imprese. Attraverso brevi clip, si puo' dare la migliore immagine della azienda, da condividere con i clienti gia' affiliati e quelli potenziali.

I video possono dare un valore aggiunto alla visual identity aziendale e convincere anche i piu' titubanti sulla effettiva qualita' della offerta. Pensiamo solo a quanti cantieri, immobili, capannoni e infiniti dettagli supportati da audio e commenti video si possono gestire senza dover investire capitali in comunicazione tradizionale.

Twitter consente di canalizzare gli utenti, in maniera istantanea, verso nuovi articoli e prodotti. Forse tra i vari Social è quello che si adatta meno al mondo immmobiliare poichè si muove su temi istantanei, promozionali e di grande rapidità nella logica virale.

E' bene pero' sottolineare che la presenza esclusiva in uno o piu' canali non basta per attirare clienti: i social network fanno da supporto e da strumento di canalizzazione verso il sito web principale che deve essere di facile lettura, veloce da caricare e sempre aggiornato!

Attenzione anche a non dimenticarci di uno strumento fondamentale che funge da complemento della filiera tecnologica....la rete di venditori !!.....ma questo è un altro capitolo che vedremo in un altro post.